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Ape Regina @ Teatro Basilica – Roma

In scena nele giornate del 9 e 10 maggio presso il Teatro Basilica, Giorgia Cerruti porta in scena Ape Regina.

Un lungo monologo diretto dalla stessa interprete, con l’ausilio di Davide Giglio, nel quale sono convogliate una serie di suggestioni letterarie e filmiche, dalla Molly Bloom dell’ Ulisse di James Joyce da cui prende nome ed ispirazione la protagonista, al cinema della Golden Hollywood.

In Molly, infatti, risiedono echi d’altri iconici personaggi legati al mondo lo spettacolo,  Norma Desmond/Gloria Swanson di Viale del Tramonto, Bette Davis in All about Eve e Che fine ha fatto Baby Jane?, Greta Garbo in Grand Hotel e Joan Crafword per com’è percepita nell’immaginario collettivo.

Nella drammaturgia di Cerruti ciò genera un maelstrom magmatico e vitalizio in cui s’erge,in tutta la sua sfaccettata e vibrante bellezza,un vero e proprio simulacro di donna, che incarna e incorpora in sé le inquietudini, le fantasie e i desideri più reconditi d’una determinata idea del femminile.

La Molly Bloom di Ape Regina è un ex enfant prodige come il personaggio di Bette Davis in Baby Jane, bramosa di tornare al successo e alla fama come la Norma Desmond del film cult di Billy Wilder; volubile e capricciosa, si trastulla con lascivia con il copione,che dovrà recitare per l’atteso regista,e vive tale singola giornata nella propria dimensione psichica.

In ciò risiede un raffinato rimando al testo di Joyce, e in modo indiretto a Doppio Sogno di Artur Schiltzer: in entrambi i romanzi, fortemente influenzati dall’avvento della psicanalisi di Sigmund Freud, i protagonisti maschili si muovono ell’ambiente reale circostante mentre le corrispettive consorti vivono esperienze virtuali in scenari mentali ed onirici- e viene affrontata la sfera sesso-affettiva delle due donne-.

Il 16 giugno, Molly attende che giungano l’agognata sera e il marito girovago e nel frattempo si racconta, attraverso scoperti strati epidermici di psiche e anima che la donna ci mostra in un soliloquio vibrante d’energia emotiva.

Ape Regina è uno spettacolo perfetto, scritto e interpretato in maniera straordinaria ed esaltato dalla cornice del Basilica, ideale per questa tipologia d’opere teatrali.

Scrittura e drammaturgia sono esemplari; Giorgia Cerruti è un animale da palcoscenico che ingurgita interamente la scena e catalizza appieno l’attenzione degli spettatori, attraverso una perfomance da manuale,come lavoro su corpo e voce.

Avvolta in un abito di taffetà verde smeraldo, identico nel taglio a quello indossato dalla bambola con le sue fattezze- altro rimando a Baby Jane- , Cerruti parla allo spettatore con l’impostazione alla Tina Lattanzi- celebratissima doppiatrice italiana della Garbo- con una dizione tagliente come una lama, è enfatica nelle movenze e le espressioni facciali come Swanson- che proveniva dal Muto-ed esplode come una super nova sul palco, vincendo la difficoltosa sfida di non cadere in sterile citazionismo post moderno.

Il bagaglio culturale cui è debitore Ape Regina non è mera mostra di conoscenze e non è sterile, poiche Cerruti lo ingloba in un percorso creativo estremamente personale e convincente.

Per il recensore è uno degli spettacoli più interessanti a cui ha assistito in questa stagione teatrale e s’ugura d’aver il piacere di poter presto vedere altri lavori di Giorgia Cerruti in scena.

Roberto Cesano