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Pignasecca e Pignaverde @ Teatro Quirino – Roma

Dopo il successo dell’adattamento di  I magheggi per maritare una figlia, Tullio Solenghi si confronta nuovamente col teatro di Gilberto Govi, portando in scena un’altra commedia del fondatore della Compagnia Comica Genovese: Pignasecca e Pignaverde, testo teatrale scritto da Emerico Valentinetti e portato da Govi in scena, anche trasposto al cinema nel 1948 con il capocomico nel ruolo del protagonista.

Ispirato ad un testo in dialetto genovese di fine ‘800, I due avari, la commedia ripropone  alcune tematiche care a Govi quali la natura tirchia e goffamente calcolatrice del protagonista, Felice interpretato da Solenghi, e una serie di eventi rocamboleschi legati al matrimonio della figlia dello stesso.

In tal senso Pignasecca e Pignaverde pare una variazione sul tema del precedente I magheggi e ne mantiene il brio e la riuscita comicità.

Solenghi, d’origine genovese come Govi, ha intrapreso un percorso di riscoperta e celebrazione del lavoro di Gilberto Govi e della sua compagnia al fine di perpetuare e diffonderne l’eredità artistica.

Il risultato è uno spettacolo brillante, squisitamente lieve e coinvolgente, in cui tutto funziona come un ingranaggio perfettamente rodato: trama e dialoghi strappano continue risate al pubblico; l’intero cast brilla per bravura e tempi comici, oltre che per una bella sinergia interpretativa tra tutti i membri, quasi tutti presenti anche nel precedente adattamento; Solenghi e Mauro Pirovano sono una coppia esilarante, la cui chimica in scena conquista e diverte, oltre a lasciar ammirati per la bravura attoriale d’entrambi.

Pirovano, anch’egli genovese, ex membro dei celebri Broncoviz – gruppo di comici, di cui facevano parte oltre lui, Maurizio Crozza, Carla Signoris, Marcello Cesena e Ugo Dighieri- e presenza fissa in Sensualità a corte -l’improbabile serie sulle avventure del baronetto Jean Claude e Madreh, in onda nei programmi della  Gialappa’s band da quasi 20 anni- si spende in una perfomance degna della slapstick comedy alla Chaplin e Buster Keaton, per l’uso sublime del corpo e la mimica facciale che fa da contraltare al mimetismo di Solenghi nel recitare un personaggio di Govi con le sue stesse fattezze.

Tale adesione alla maschera di Govi non depaupera la forza recitativa dell’attore e regista, al contrario rafforza l’omaggio al capocomico genovese, ed e’ merito dell’ottimo lavoro di trucco e parrucco a opera di Bruna Calvaresi e Barbara Petrolati.

Pignasecca e Pignaverde sono i due avarissimi Felice e suo cugino cinquantenne  Alessandro, Pirovano, a cui il primo vorrebbe far sposare la sua giovane e bella figlia, interpretata da Laura Repetto, nonostante la ragazza sia innamorata di Eugenio, un suo coetaneo che ha fatto fortuna in Argentina e che sta tornando a Genova per chiederla in sposa.

Riusciranno i due innamorati a far breccia nel cuore di Felice, ossessionato esclusivamente dal denaro da accumulare senza spenderlo quasi mai e che è’ convinto d’aver fatto un ottimo affare nel proporre il cugino come marito per la giovane?

La risposta a tal quesito è in scena sino al 26 aprile presso il Teatro Quirino.

Roberto Cesano