–Il tempo si posa come polvere su un faldone–
In scena preso il Teatro Cometa Off sino al 4 ottobre, Barbone diretto da Anna Piscopo.
Scritto dall’interprete con Carlo Picchiotti, lo spettacolo è un intenso monologo che vede protagonista Piscopo, accompagnata dal sax dal vivo di Milena Angele.
Una senzatetto, a cui hanno soffiato il marciapiede scelto come dimora, si ferma accanto la panchina su cui un’altra barbona suona il sax in cerca delle sue attenzioni.
Il furto del suo spazio diviene il pretesto per un lungo racconto di un sé frammentato e inquieto, di abitudini e riti da strada, considerazioni esistenziali sul tema dell’identità e della volontà come autodeterminazione.
Chi è la logorroica, ubriaca, persona che si rivolge invano ad una presenza muta sul palco?
Chi era era prima della strada come scelta di vita, se c’è stata una scelta ?
Quesiti che rimangono inevasi,mentre la protagonista travolge il pubblico con un flusso di coscienza, denso di considerazioni molto interessanti.
Barbone è uno spettacolo scritto con mano pregevole da Piscopo e Picchiotti, con ottimo materiale per un racconto breve: la sua cifra letteraria ne costituisce il punto di forza, ma anche il limite maggiore, poiché per quanto appassionata l’interpretazione di Anna Piscopo, durante la durata della sua performance, manca di un ritmo in grado di mantenere talvolta alta l’attenzione dello spettatore.
Una volta trovata tale quadra, il monologo brillerà come merita per la sua bellezza, con illuminazioni struggenti come la frase citata dal testo all’inizio della suddetta recensione.
Il tema della precarietà esistenziale e identitaria nella nostra società è il perno di Barbone e le scelte di Piscopo e Picchiotti, nella stesura dell’opera, consentono di consigliarne la visione allietati dalla bella presenza scenica e dal sax di Milena Angele’, contraltare perfetto per le parole senza freni- volutamente e con cognizione di causa- della protagonista.
Roberto Cesano
