Al Teatro Manzoni di Roma è di scena, Scusa sono in riunione… ti posso richiamare?.
Una commedia di Gabriele Pignotta che utilizza l’ironia per raccontare le fragilità delle relazioni contemporanee.
Una frase, apparentemente innocua, diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sul tempo che manca, sulle parole rimandate e sulle amicizie messe alla prova dalla vita adulta.
I protagonisti sono ex compagni di università, amici di vecchia data, che continuano a frequentarsi nonostante percorsi ormai molto diversi.
Tra di loro, Tommaso è diventato un consigliere comunale, con un’apparente solida vita matrimoniale mentre Alice è una donna in carriera, determinata e abituata a tenere tutto sotto controllo. Accanto a loro si muove un gruppo di persone, con un passato comune ma che fatica a comunicare nel presente.
L’equilibrio si spezza quando uno di loro, Lorenzo, compie un gesto estremo e spiazzante: simula la propria morte per realizzare un reality show, trasformando le reazioni degli amici in materiale mediatico.
Un espediente narrativo paradossale, che permette alla commedia di interrogarsi sul confine tra vita privata ed esposizione pubblica, tra verità e rappresentazione.
La scrittura alterna dialoghi serrati e situazioni comiche a momenti più amari, in cui emergono silenzi, rancori e fragilità mai risolte.
La riunione del titolo diventa così una metafora ricorrente: una scusa per rimandare il confronto, per non affrontare ciò che davvero conta.
La regia di Pignotta, essenziale e ben ritmata, valorizza la coralità del cast e mantiene sempre alta l’attenzione dello spettatore.
Il cast funziona proprio grazie all’equilibrio tra i ruoli: Gabriele Pignotta è in scena in un ruolo centrale e destabilizzante; Fabio Avaro interpreta Tommaso, diviso tra immagine pubblica e inquietudine privata; Clizia Fornasier dà corpo ad Alice, donna forte solo in apparenza; Siddhartha Prestinari porta energia e comicità fisica; Nick Nicolosi completa il gruppo con naturalezza.
Scene, luci e musiche accompagnano con discrezione il racconto, senza mai sovrastarlo.
Al Teatro Manzoni la risposta del pubblico è calorosa: risate frequenti, silenzi attenti nei passaggi più spiazzanti e applausi convinti al termine.
Lo spettacolo rimarrà in cartellone fino al 24 Maggio 2026.
Fabio Sepe
